Antoinette de Saint Léger, nata il 20 giugno 1856 in Russia, è una figura affascinante che ha lasciato un’impronta indelebile nella regione del Locarnese, in particolare sulle Isole di Brissago, di cui fu proprietaria dal 1885 al 1927. Cresciuta in un contesto aristocratico con la madre Wilhelmine Bayer, secondo alcune fonti figlia non riconosciuta dallo zar Alessandro II, si distinse per il suo spirito intraprendente e il suo amore per la cultura e la natura. Si esprimeva correntemente in russo, italiano, tedesco, francese, inglese, polacco e greco.
Nel 1881 sposò Richard Fleming Saint Léger, un ufficiale anglo-irlandese, e quattro anni dopo, grazie a una cospicua eredità, la coppia acquistò le Isole di Brissago, all'epoca coperte solo da una vegetazione spontanea e dai resti di una chiesa risalente al Duecento. Fu Antoinette a trasformare l’Isola Grande in un giardino botanico, introducendo una vasta varietà di piante esotiche. La sua passione per la botanica e la cultura rese le isole un centro vivace di incontri culturali, frequentato da artisti e intellettuali dell’epoca, come James Joyce, Filippo Franzoni e Daniele Ranzoni.
Dopo la separazione dal marito nel 1897, Antoinette continuò a vivere sulle isole, dedicandosi ai suoi progetti. Tuttavia, le sue avventure imprenditoriali si conclusero drammaticamente nel 1927, quando, a causa di problemi finanziari, fu costretta a vendere le isole al miliardario tedesco Max Emden. Negli anni successivi, la sua situazione economica continuò a peggiorare, e la baronessa trascorse gli ultimi anni della sua vita in povertà. Morì il 24 gennaio 1948 nella casa di riposo San Donato a Intragna, dove soggiornava nella camera numero 32.
La sua visione e la sua passione rimangono vive nel magnifico giardino botanico delle Isole di Brissago, che ancora oggi continua ad attirare visitatori da tutto il mondo.

