Erich Fromm, psicoanalista e filosofo tedesco, scelse il Locarnese come sua dimora negli ultimi anni della sua vita. Stabilitosi a Muralto, Fromm trovò nella tranquillità della regione un rifugio ideale per sviluppare le sue riflessioni sulla condizione umana. Qui completò alcune delle sue opere più importanti, tra cui “Avere o Essere?” (1976), testo centrale del suo pensiero maturo e opera di grande successo, tradotta in più di trenta lingue.
Fromm si trasferì in Svizzera nel 1974, dopo aver vissuto tra gli Stati Uniti e il Messico, e qui rimase fino alla sua morte nel 1980. Questi ultimi anni trascorsi in Ticino permisero a Fromm di affinare le sue idee e riflettere su temi centrali della sua filosofia, come la libertà, l’amore e il significato della vita.
“Avere o Essere?” è senza dubbio uno dei testi più conosciuti e discussi di Fromm. Nell’opera, Fromm mette a confronto due modalità di esistenza. La prima, l’avere, è caratterizzata dal desiderio di possesso, dalla ricerca del successo materiale e dal controllo sugli altri. La seconda, l’essere, rappresenta un modo di vivere più autentico e relazionale, basato sulla crescita interiore, sull’amore e sulla connessione con gli altri e con la natura.
Fromm critica duramente la società moderna, che a suo avviso spinge gli individui verso una vita dominata dall’avere, creando persone alienate e insoddisfatte. Egli sostiene che la vera felicità e il vero benessere si trovano nella modalità dell’essere, che richiede un ritorno ai valori umani fondamentali: l’amore, la creatività, la solidarietà e il rispetto per la natura.
Erich Fromm morì il 18 marzo 1980, lasciando un’eredità intellettuale straordinaria. Il suo contributo al pensiero psicologico, sociologico e filosofico ha influenzato generazioni di studiosi e lettori in tutto il mondo. Tra le sue opere più conosciute sono da annoverare anche "Fuga dalla libertà" del 1941 e "L'arte di amare" del 1956.

